Come scegliere una foto da stampare in offset?

Se stai selezionando le foto per un fotoalbum o per un fotolibro che sarà stampato con un metodo di stampa digitale offset (linea Premium, Exclusive, Photogold, Digital Wedding e Photoflat solo nella versione opaca), tieni a mente una cosa: per quanto qualitativa, questo tipo di tecnologia tende a essere “severa” con foto che hanno determinate caratteristiche. Ecco alcuni pratici consigli per selezionare le tue foto migliori evitando brutte sorprese in fase di stampa.

Premessa: come si stampa una foto in digitale offset?

La stampa offset digitale può essere effettuata in due modi: Toner (dry laser), Electroink (Indigo e affini). In entrambi i casi, a prescindere dalla tecnologia, l’immagine viene riprodotta attraverso la sovrapposizione di un retino di stampa in quadricromia (quattro retini di stampa sovrapposti) o, al massimo, in esacromia (sei retini di stampa sovrapposti).

I colori non si mescolano dunque fisicamente, come accadrebbe con le tinte adoperate in pittura. Basta infatti osservare la fotografia di un giornale o di una rivista con una lente di ingrandimento, oppure un manifesto di grandi dimensioni a distanza ravvicinata, per accorgersene. L’immagine viene ricreata su carta da innumerevoli punti di colore che si sovrappongono solo parzialmente, variando di diametro a seconda dell’intensità della tonalità da riprodurre nelle diverse zone.

Tutte le applicazioni fotografiche stampate in digitale offset, riproducono l’immagine con questo sistema, e pur essendo dotate generalmente di una risoluzione di stampa di almeno 2400×2400 dpi a 8 bit di profondità colore, amplificano inesorabilmente alcuni difetti delle foto rispetto a sistemi di stampa più tradizionali come, ad esempio, la stampa a sviluppo chimico o la stampa a getto d’inchiostro Fine-Art.

Come riconoscere le foto che saranno maggiormente “vittime” di questo sistema di stampa?

Ci sono alcune foto che, a causa del retino di stampa, saranno maggiormente penalizzate rispetto ad altre. Il retino di stampa manda infatti “in crisi” le foto con le seguenti caratteristiche:

  • fuori fuoco o micromosse
  • controluce
  • presenza di ISO alti
  • presenza di sfumature o di gradiente colore molto estese

Queste tre caratteristiche hanno un unico “comun denominatore”: quello di consegnare al software deputato alla stampa informazioni poco precise e/o troppo dilatate. Nonostante la risoluzione che le macchine da stampa di questo tipo sono in grado di riprodurre esse sono tuttavia legate al vincolo tecnico del retino di stampa, il quale, per quanto possa essere piccolo e “sfinato” tende sempre ad un’approssimazione rispetto a una tecnologia di stampa a tono continuo, che, al contrario, è in grado di riprodurre con precisione queste situazioni.

Come selezionare le foto da escludere?

E’ sempre molto difficile fare una selezione delle proprie foto. Che siano le foto di un servizio fotografico commissionato da un cliente, o le foto delle nostre ultime vacanze estive, ci sarà sempre uno scatto che, nonostante ci piaccia perché abbiamo saputo cogliere “un momento speciale”, ha delle imperfezioni tecniche. La stampa a sviluppo chimico, grazie a un tono continuo e all’assenza del retino di stampa, è in grado in qualche modo di “cammuffare” questi difetti conferendo un risultato continuo e uniforme. Al contrario la stampa offset digitale, quando deve ricreare una foto fuori fuoco, oppure una foto con ISO alti, tende ad un’approssimazione infinitesimale nella riproduzione dell’immagine su carta. Questa approssimazione tende a maggiorare i difetti già presenti nelle foto. Iniziare ad escludere fotografie fuori fuoco, o con ISO troppo alti, o scattate in controluce è dunque il primo passo per ottenere un fotoalbum o un fotolibro di buon livello: perché per una stampa di qualità servono, prima di tutto, foto di qualità.

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