Cos’è il Lens flare? Come evitarlo e come usarlo in modo creativo
Ti è mai capitato di scattare una foto in controluce e ritrovarti nell’immagine luci, bagliori o aloni che non avevi previsto? Magari stavi fotografando il mare al tramonto o una scena notturna con le luci della città, e quell’effetto imprevisto ha cambiato completamente l’atmosfera dello scatto. Quel fenomeno ha un nome: lens flare.
Il termine “flare” deriva dall’inglese e significa “bagliore” o “luce che si diffonde”. Si manifesta quando una forte sorgente luminosa – come il sole, i fari di un’auto o una lampada – entra nell’obiettivo generando riflessi interni tra le lenti. A seconda dell’angolazione e della tipologia di obiettivo, il risultato può variare modificando l’intera scena inquadrata.
A prima vista, il lens flare può sembrare un difetto, qualcosa da evitare. Ma è davvero così oppure può diventare un alleato creativo per le tue foto?
Il lens flare: difetto o effetto creativo?

C’è stato un tempo in cui il lens flare era considerato un errore e bastava intravederne uno in una foto per pensare subito a uno scatto da rifare, in cerca di immagini più pulite, nitide e senza interferenze luminose.
Le cose hanno iniziato a cambiare negli anni ’70 e ’80, quando alcuni registi iniziano a usarlo intenzionalmente, soprattutto nel cinema di fantascienza. Tra gli altri, J.J. Abrams lo ha reso quasi un marchio di fabbrica nei suoi film, con quei bagliori che attraversano la scena e amplificano l’intensità delle inquadrature.
Anche nella fotografia, l’approccio è cambiato: oggi molti fotografi scelgono consapevolmente di includere il lens flare nei loro scatti, soprattutto in contesti in cui vogliono trasmettere calore, autenticità o nostalgia. Pensa a un ritratto al tramonto, con la luce che filtra tra i capelli del soggetto, o a una foto di viaggio in controluce, dove il flare rende tutto più vivido e spontaneo.
Certo, non sempre è un alleato. A volte un flare può rovinare lo scatto, soprattutto quando copre elementi importanti come gli occhi in un ritratto, o quando riduce il contrasto rendendo l’immagine piatta. Ma se gestito con attenzione, può trasformarsi in uno strumento narrativo potente.
Proprio così: il lens flare può diventare parte del racconto visivo, contribuendo a suscitare emozioni specifiche nello spettatore. Non a caso viene spesso usato nello storytelling fotografico, dove ogni dettaglio – anche un raggio di luce “imperfetto” – può arricchire l’atmosfera e dare profondità all’immagine.
Come evitare il lens flare: tecniche pratiche

Se il tuo scopo è ottenere immagini nitide, contrastate e prive di disturbi visivi, allora è importante saper prevenire la formazione del lens flare.
La buona notizia è che ci sono diversi accorgimenti – da adottare anche se non hai attrezzatura professionale – per minimizzare il rischio di flare nelle tue immagini:
- Modifica l’angolazione della fotocamera rispetto alla sorgente luminosa: basta inclinare leggermente l’inquadratura o spostarsi di pochi centimetri per evitare che la luce colpisca l’obiettivo frontalmente.
- Usa il paraluce: è uno degli accessori più sottovalutati, ma estremamente efficace per bloccare i raggi laterali che possono generare flare.
- Applica dei filtri fotografici, come i filtri UV o polarizzatori, che oltre a proteggere la lente aiutano a gestire i riflessi indesiderati.
- Ombreggia manualmente l’obiettivo: se non hai un paraluce a disposizione, puoi usare la mano, un cappellino o un foglio per creare un’ombra sul bordo dell’obiettivo. Considera anche che gli obiettivi grandangolari tendono a raccogliere più luce laterale e sono generalmente più soggetti al flare.
- Scegli obiettivi con trattamenti anti-riflesso, ormai sempre più diffusi, soprattutto nelle lenti moderne di fascia media o alta.
- Evita di scattare con diaframmi troppo aperti (es. f/1.8 o f/2.0): in quelle condizioni il flare è più difficile da controllare. Chiudendo il diaframma (f/8, f/11) otterrai immagini più pulite e con una resa della luce più gestibile.
In molti casi, il flare è già visibile nel mirino prima dello scatto: approfittane per correggere l’inquadratura prima di premere il pulsante.
Naturalmente, questi consigli non sono rigidi: dipende tutto dal risultato che vuoi ottenere. Ma conoscere i metodi per evitare il lens flare ti dà il controllo sul risultato finale, permettendoti di decidere quando eliminarlo e quando, invece, sfruttarlo a tuo vantaggio. E infatti, ci sono situazioni in cui il lens flare può trasformarsi da nemico a complice creativo. Vediamo come.
Come usare il lens flare per effetti creativi

Una volta che impari a controllarlo, il lens flare può diventare un elemento espressivo potente, capace di arricchire i tuoi scatti con atmosfera, emozione e un tocco quasi onirico. Non serve essere fotografi professionisti per sperimentarlo: bastano un po’ di luce e la volontà di osare.
Ci sono alcuni contesti particolarmente favorevoli in cui il lens flare può dare il meglio di sé:
- Durante un tramonto o un’alba, quando la luce calda e radente entra nell’obiettivo e avvolge la scena con un bagliore dorato. Il flare qui si fonde con l’ambiente, dando un senso di pace e intimità.
- In controluce, soprattutto nei ritratti all’aperto. Se gestito bene, può creare una luce soffusa e poetica che avvolge il soggetto, rendendo la scena più naturale e autentica. Puoi sperimentare con luci decorative, ad esempio come spiegato nella guida su come realizzare ritratti con le luci di Natale, per ottenere flare intensi ma controllati.
- Di notte, grazie alle luci artificiali come lampioni, fari d’auto o insegne luminose. In questo caso, il lens flare può dare un tocco cinematografico alla scena, esaltando l’atmosfera urbana o creando un effetto dream-like.
Un altro trucco è posizionare il sole (o la fonte luminosa) dietro un oggetto: ad esempio un ramo, una persona o una palizzata. Questo parziale occultamento controlla la quantità di luce che entra nell’obiettivo, generando flare più delicati e interessanti. A volte basta inclinare la fotocamera di pochi gradi per far apparire – o scomparire – un raggio di luce suggestivo.
In sintesi, il lens flare non è solo una scelta tecnica: è un linguaggio visivo. Ti permette di evocare ricordi, calore, nostalgia o libertà. E come ogni linguaggio, più lo conosci, meglio lo usi.
Perché ricercare il lens flare nei propri scatti?
Scegliere consapevolmente di includere un lens flare può diventare una vera e propria firma stilistica, un elemento ricorrente nel tuo modo di fotografare. Alcuni fotografi lo usano per trasmettere spontaneità, per raccontare la luce così com’è: imperfetta, brillante, reale. Pensa a quei ritratti spontanei che si vedono nei reportage di matrimonio o nella street photography, in cui il flare avvolge gli sposi e attraversa le scene urbane con naturalezza.
Quindi, perché ricercarlo nei propri scatti?
- Per rompere la simmetria perfetta di uno scatto troppo costruito, aggiungendo un elemento imprevisto e organico.
- Per sottolineare l’intensità della luce, avvolgendo chi guarda in una sensazione quasi percepibile.
- Per guidare l’occhio dello spettatore verso un punto preciso o per bilanciare visivamente una composizione. Inserendo il flare in un angolo, ad esempio, puoi riequilibrare un’immagine troppo vuota o aggiungere dinamicità.
Attenzione però: il lens flare non deve essere un elemento casuale. Per ottenere risultati coerenti, è fondamentale comporre l’inquadratura in modo intelligente.
La posizione della luce, del soggetto e degli oggetti che filtrano la sorgente (come rami, tende o architetture) deve essere studiata, anche se l’effetto finale dovrà sembrare spontaneo.
Rimuovere o aggiungere il lens flare con Photoshop in post-produzione
![[2025.07] Lens Flare IlFotoAlbum Paesaggio Golden Hour con Lens Flare](https://www.ilfotoalbum.com/wp-content/uploads/2025/07/2025.07-Lens-Flare-IlFotoAlbum.png)
Anche se il lens flare può aggiungere atmosfera e personalità a uno scatto, ci sono casi in cui risulta indesiderato e ci si accorge dopo della sua presenza.
Per ottimizzare lo scatto in vista della stampa, è possibile agire in post-produzione e recuperare equilibrio visivo senza sacrificare la qualità dello scatto. Prendi il file RAW della fotografia e aprilo con Photoshop; puoi eliminare facilmente i flare più invasivi utilizzando strumenti come:
- il timbro clone, utile per ricostruire aree compromesse;
- il pennello correttivo, efficace per piccoli riflessi localizzati;
- e le correzioni automatiche di contrasto e chiarezza, per migliorare l’equilibrio generale dell’immagine.
Ma se invece vuoi aggiungere un flare per arricchire la composizione o ricreare un’atmosfera sognante, hai a disposizione diverse opzioni. Il filtro predefinito Lens Flare Effect di Photoshop permette di inserire effetti luminosi realistici scegliendo tra vari tipi di obiettivi simulati. Per un risultato più personalizzato e credibile, puoi lavorare su livelli separati, usare maschere per sfumare i bagliori e regolare l’intensità dell’effetto attraverso l’opacità e le modalità di fusione.
Anche strumenti come Lightroom permettono di gestire luci e bagliori con pennelli selettivi o filtri radiali, mentre molte app mobile, come Snapseed o Lens Distortions, offrono effetti flare preimpostati da applicare in modo rapido e intuitivo.
Il lens flare è uno di quegli elementi che, se usato con consapevolezza, può trasformare un’immagine in un racconto visivo evocativo e cinematografico. Sapere come evitarlo è utile, ma imparare a riconoscerne il potenziale creativo è ciò che fa la differenza. Il consiglio è uno solo: sperimenta, gioca con la luce, sbaglia, riprova. Solo così scoprirai come sfruttare davvero questo effetto per rendere unici i tuoi scatti.
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